JUVENTUS – MANCHESTER UNITED, UNA GARA INCREDIBILE


Sembrerebbe un controsenso, eppure la Juve fatica a fare più gol. Perché?
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Torino AllianzStadium, 09/11/2018 -


Juventus - Manchester United è stata una partita carica di spunti tecnici e comportamentali, capaci di porre in analisi diversi argomenti. Ma partiamo con l’analizzare il fatto tecnico.

Come tutti ormai già sanno, la Juventus ha perso in casa per 1 a 2 la partita di Champions contro la squadra di Mourinho. Un match dominato dalla squadra di Allegri che, tuttavia, non ha saputo concretizzare con altri due o tre gol il grande volume di gioco espresso in campo. Una sconfitta immeritata e per certi versi anche grottesca per come si è presentata. Sguardi superficiali, infatti, potrebbero confondere il merito di chi ha vinto con il demerito di chi ha perso. Il Manchester ha vinto in maniera cinica e fortunosa, mentre la Juventus ha perso in un modo davvero incredibile. E non parliamo di compromissione di una eventuale qualificazione agli ottavi di finale, visto che i bianconeri sono saldamente in testa al proprio girone. Infatti, il punto da analizzare non è certamente questo, ma l’espressione un po’ superficiale di non saper pesare in maniera opportuna la gravità di avere sbagliato troppi gol, forse anche facili da fare. Quello che abbiamo notato nella Juve di quest’anno è una sorta di convinzione nel pensare che, vista la presenza di Cristiano Ronaldo, i gol possono arrivare da un momento all’altro. Non è così! Intanto il campione portoghese ha sempre due o tre avversari addosso e poi perché anche lui, da quando è arrivato alla Juve, tende a fare il passaggio anziché tentare il tiro. Il meraviglioso gol inflitto al Manchester, è l’espressione di una realizzazione superba di grande qualità tecnica. E allora, perché CR7 non fa il CR7 come sa? E’ il tecnico che gli dice di essere partecipe al gioco di squadra, oppure è lui stesso che immerso nel ruolo di insegnante psicologico dell’autostima di squadra, si immola con un atteggiamento da straordinario suggeritore di palloni che hanno solo bisogno di essere spinti in porta per fare gol? A parte la traversa e il palo colpito, sull’1 a 0 la Juve ha fallito il raddoppio ( e quindi il colpo di grazia) con Dybala, Pjanic e Cuadrado. Ma il punto che notiamo con troppa ripetitività, nonostante il suo primeggiare nella classifica di Serie A e nel girone di Champions, è che nonostante tanti campioni in squadra la vera punta della Juve è soltanto Cristiano Ronaldo, il quale (come già detto)in ogni partita è marcato da più avversari. E’ vero, il gioco di Allegri prevede sempre che tutti siano in continuo movimento e che centrocampisti e difensori possano diventare all’occorrenza anche attaccanti aggiunti. Così Khedira (che non ha il passo veloce e non incide come forza da imprimere nel calciare in porta dopo una lunga corsa da centrocampo) Pjanic, Cuadrado, Bernardeschi, Dybala, Mandzukic, Matuidi, Bentancur, Cancelo, Alex Sandro e talora anche Chiellini (con il suo gambone) e Bonucci che fa il rifinitore di centrocampo, si trovano a dovere spendere energie fisiche che annebbiano vista e muscoli. Intendiamoci, questo è il nostro parere su una squadra che per la qualità tecnica dei suoi campioni in squadra non può soffrire e restare con il patema d’animo fino alla fine, con il rischio di perdere la partita o di pareggiarla.

Il secondo punto in esame è il comportamento dei tifosi, i quali hanno insultato Mourinho durante la partita, con il conseguente atto deprecabile dell’allenatore portoghese che a fine gara si è rivolto al pubblico in maniera provocatoria, ponendo la mano sul suo orecchio per sentire meglio quanto bruciava la delusione del popolo bianconero, per avere assistito alla sconfitta della propria squadra. Atteggiamenti da stigmatizzare, comportamenti da rimarcare come qualcosa di pericoloso che possa far scatenare scintille di guerriglia tra tifosi di opposta fazione. Si mediti bene su questo punto, soprattutto quando ci si sofferma in particolare su quel “# Equal Game” che “dovrebbe” rientrare nel programma di responsabilità sociale UEFA, il quale intende migliorare lo stato di salute e l’integrità del calcio. E quante volte abbiamo letto quel  “RESPECT” scritto a caratteri cubitali in ogni dove del rettangolo verde. Ma se il risultato è questo, di che cosa parliamo?

Salvino Cavallaro   

                    

Salvino Cavallaro


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